Sembra poco

Sono orgogliosa di me quando realizzo di essere felice con poco, ma in realtà, ripensandoci, c’è veramente poco di cui essere orgogliosa. Il motivo è che quel “poco” altro non è che il risultato del mio personale metro di valutazione basato sui valori della mia personale vita. I parametri quindi sono “viziati, perché viziata sono sempre stata io da tutto ciò che non mi è mai mancato. Se solo penso che MAI ho avuto veramente fame, MAI ho avuto veramente sete, MAI ho camminato per il mondo scalza, MAI ho elemosinato cibo per i miei figli, MAI ho temuto di essere lapidata, MAI ho obbedito per non essere ammazzata, MAI ho sentito da vicino il boato assordante di una bomba, MAI ho viaggiato senza il minimo delle comodità, MAI ho visto intorno a me solo la disperazione, MAI mi sono sradicata dalla mia terra anche solo per poter conoscere il mare. Tutto questo fa di me una donna ricca, anzi ricchissima, e bugiarda anche. La verità è che quando ritengo di essere felice con poco mento brutalmente a me stessa perché tutto sommato mi fa comodo, proprio come comodo è il cuscino in memory su cui tutte le notti appoggio beatamente la mia testa.

E’ autunno

E' autunno, cadono le voglie
leggere si adagiano al suolo
come le foglie
diventano stuolo

E' autunno, cadono le voglie
qualcuna barcolla
c'è chi la raccoglie
e su pagine antiche le incolla

E' autunno, le voglie son fragili
e il vento le sposta 
se i dubbi son stabili 
e senza risposta

E' autunno, ed il tiepido sole
ti cambia l'umore
in poche parole
stagione del cuore.




Il gusto della vita

Ciascuno di noi cerca di dare un senso alla sua vita, io ad esempio ho scelto quello del gusto. Già, perché personalmente presumo che ogni cosa possa essere valutata secondo due parametri specifici e contrapposti: il buono ed il cattivo gusto, semplicemente, senza troppe articolazioni inutili e spesso destabilizzanti. E non è una questione soggettiva, secondo me, la distinzione tra i due attributi. Il buongusto è oggettivamente tutto il bello che c’è e che produce per effetto solo conseguenze benefiche e positive mentre il cattivo gusto è il marcio che inevitabilmente deteriora. La soggettività risiede piuttosto nella capacità della singola persona di saper riconoscere tra l’una e l’altra “categoria”, se così si possono definire, tutto qui. Chi sa riconoscere il buongusto e lo manifesta nella persona che è, rappresenta una fonte di piacere per l’umanità come può essere una qualsiasi cosa deliziosa ed appetibile per il palato di chi sa apprezzarlo, chi invece è istintivamente protratto verso il cattivo gusto, nuoce alla bellezza dell’universo. Semplicistico, lo so, ma effettivo. Il gusto della vita è un aspetto importante, che in molti al giorno d’oggi sottovalutano, secondo me, ma è un vero peccato. Lo penso ogni volta che provo un disgusto quando noto qualcosa di nauseante lungo i canali attraverso i quali mi viene propinata e purtroppo oggi per “canali” non intendo più solo quelli radiofonici o televisivi. Vorrei di istinto poterla rimuovere con tutte le forze che ho, anzi vorrei che una squadra di “buongustai” mi aiutasse, anzi vorrei che tutti, indistintamente, nonostante sia un gesto di pessimo gusto, imparassimo, finalmente, a sputare.

Corsa contro il tempo

Ho fatto cose per ingannare il tempo, ma è stato inutile, alla fine è stato lui ad ingannare a me. Ci ho impiegato del tempo per capirlo, abbastanza da sentire più lenti i miei passi e da vedere la pelle del mio viso più rugosa. “Il tempo è tiranno!” ho esclamato allora a grande voce: “ho sempre dato tempo al tempo ed intanto lui toglieva vita alla mia vita!” Così ho cercato di guadagnare tempo, anche perché ho sentito dire che è denaro, ma mi è stato rubato dalla sua stessa velocità che non si può arrestare, e quindi oltre il danno ho dovuto subire anche la beffa. Poi c’è che il tempo scorre, tanto inesorabilmente, che provare ad arginare la perdita sarebbe solo una perdita tempo, così come aspettare che sia lui ad aggiustare tutto quando invece passa, e non si accorge nemmeno dei danni della sua usura. E’ per tutte queste cose che vorrei essere una donna senza tempo, magari giusto un po’ di quello libero per poter correre: correre verso il futuro, correre contro il tempo.

“Occasioni”

Non è vero che l’occasione fa l’uomo ladro, secondo me l’occasione fa il ladro, ladro. A volte i proverbi, più che saggezza popolare mi sembrano mere giustificazioni da utilizzare all’occorrenza. “Signori si nasce!” recitava il grande Antonio de Curtis in arte Totò, “ed anche ladri!”, aggiungerei io. Ci tengo a sottolineare tutto ciò per un motivo molto semplice e cioè per una questione di profonda giustizia sociale nei confronti di chi non ha mai “sfruttato” le occasioni per giustificare i suoi “furti”. L’onesta, infatti: morale, intellettuale, e ci aggiungerei pure fisica che sia, è un valore da difendere in maniera universale anche a costo di schierarsi contro gli autori di proverbi che hanno rappresentato da sempre un solido riferimento per quanto riguarda la nostra crescita culturale e come tale va glorificata. Fiduciosa, quindi, nel potere che il valore dell’onesta universale possa avere sulle coscienze umane, rivolgo un personale plauso a tutte le persone oneste che arricchiscono il mondo ma ciononostante non ci sarà giorno in cui non ricorderò a mia figlia di stare sempre molto attenta ai “ladri” e quindi di badare, con costante attenzione, a non lasciare intravedere le “occasioni”.