Ho provato…

Ho provato a guardare il silenzio e mi è sembrato bellissimo, così intimo e discreto. Poi ho provato ad ascoltare il buio, che armonizzava in sintonia perfetta con le mie corde. Ho provato ad accarezzare l’aria sfiorandone l’essenza con le dita, ho provato a gustare un tramonto che aveva un sapore dolce e amaro insieme e ho provato a toccarmi l’anima. Ho provato ad amare un sasso, a odiare l’amore. Tutto si può provare nella vita, ora lo so. Ho provato a dimenticare i ricordi, a memorizzare il nulla, a fare finta che sia tutto vero. Ho provato a non avere un passato e a non scommettere sul futuro. Ho provato a smettere di cominciare e di cominciare a smettere e poi ho provato a cancellare i castelli in aria e a credere di poterli costruire ancora ma questa volta con l’intento di volare con i piedi per terra.

Una cura

Il nostro sistema immunitario psicologico è l’autostima. Se abbiamo cura di rinforzarlo sistematicamente, diventiamo inattaccabili, equilibrati, integri, disarmanti, vincenti. Con una buona autostima, tutte le particelle tossiche invisibili che provano ad attaccarci, rimbalzano, oppure si schiantano contro la solidità e la stabilità delle nostre certezze e stramazzano al suolo. E non importa se ci accorgiamo di tutto ciò , perché chi ha una sana e robusta costituzione psicologica, non ha nemmeno bisogno di questo tipo di considerazioni. Una buona autostima ci permette di vivere una vita psicologicamente sana, senza bisogno di particolari cure dispendiose e di farmaci astringenti del loro stesso veleno. Ciascuno di noi può iniettarsi integratori di autostima direttamente nelle vene, semplicemente avendo la capacità di mettersi in discussione senza tormento, di accettare i propri limiti come le zavorre che impediscono alla mongolfiera di perdere ogni controllo, di vedere i propri successi come una evoluzione naturale del proprio talento e di considerare chi tende a giudicarci o ad etichettarci semplicemente come un opinionista esterno di una trasmissione degna solo della emittente che la trasmette. E’ più semplice di quanto si possa pensare, credetemi: è semplice come rivedere questo post immediatamente prima di pubblicarlo, preoccupandosi che sia corretto e di null’altro.

Brancolare

Il nostro problema è che spesso cerchiamo di interpretare a modo nostro ciò che è scritto a caratteri cubitali ed a chiare lettere. Se lo facciamo non è per presunzione, ma per quella naturale forma di egoismo che mette noi stessi al centro di tutto. Difficilmente accettiamo che qualcosa o qualcuno siano totalmente al di fuori di noi e che abbiano un’esistenza a sé. L’interpretazione personale è una vera e propria forma di manipolazione della realtà, una maniera di plasmarla affinché aderisca meglio alle nostre forme di soddisfazione psicologica. Ecco che vengono fuori pensieri distorti, non veri, lontani dalla loro stessa essenza, però tutto sommato, accettabili. Ma non è così che si vive, secondo il mio punto di vista, me lo insegna ogni giorno la vita. Le verità assolute sono quanto di più prezioso possa esistere perché rappresentano il faro sempre acceso quando è buio e c’è tempesta. E se il faro illumina gli scogli ma noi facciamo finta che siano una fantasia della nostra mente, beh allora la distruzione è inevitabile. Non dobbiamo avere paura della luce, ma degli inganni delle ombre di noi stessi, cerchiamo di vivere, anziché brancolare.

Battiti

Non c’è più, il coraggio di sfidare i miei stessi limiti, e’ sepolto tra le macerie di una coscienza che non è la mia. Parole, come timbri, hanno marchiato l’involucro che mi contiene, e non c’è più, quella voglia di osare, anche solo per gioco e per complicità. Non si raccoglie un fiore calpestato, nel dovuto rispetto del suo bisogno di giacere inerme. Tuttavia ci saranno sempre nuovi germogli in fiore, la vita è vita sempre, mortificarne un battito non basterà a non farla esplodere altrove, con le mie gioie, e con i suoi colori.

Non è facile

Non è facile, però ho ordinato un nuovo paio di scarpe su un catalogo online. Sono di quelle calzature che non avrei scelto mai nella mia identità precedente; troppo sportive, dinamiche, alla moda, giovanili, non adatte a me insomma. C’è sempre il reso che posso fare se non dovessero piacermi, però ho giurato a me stessa che ci proverò ad adattarmi io a loro. Ma non è facile lo stesso. Allora sistemo le tazze, avanti a tutte quelle con i fiorellini verdi che non avevo ancora usato, aspettando l’occasione giusta. Sono fiera di questo cambiamento, più tardi una tisana nuova non me la toglie nessuno, ma non è facile. Accendo le casse bluetooth ed è soddisfacente godere di tutta la mia musica preferita con un abbonamento base a basso costo, un tempo tutto questo non era possibile, ogni cosa oggi è più agevole per fortuna, ma non è facile. Squilla il telefono, scrivo su facebook, sorrido anche, ma non è facile. “E’ il tuo giorno migliore per i mi piace su questo blog” mi scrive wordpress: che soddisfazione immensa! Ma non è facile. Mi sento nuova: una donna che ha una voce in capitolo, che parla, giudica, risponde, si incazza, urla se è il caso e se è il caso esagera anche, ma non è facile. Interrogo la mia coscienza che per la prima volta nella nella nostra vita insieme alza il pollice, un nuovo like, sicuramente il più importante di tutti, ma non è facile. Mi impegno a tempo perso in qualcosa che faccia emergere la mia emotività soffocata dalla sua stessa incontenibilità, ed è altamente liberatorio ma non è facile. In cucina provo a riprodurre quelle cose fantastiche che preparano alla televisione con invidiabile disinvoltura e che per questo sembrano facilissime, anche se non per me, ma ugualmente non è facile. Vado a letto più presto, non ci sono particolari scadenze o problemi senza soluzioni a tenermi sveglia, è questo è di una straordinarietà sacrosanta perché dormo di gusto ma nonostante tutte queste cose, vi assicuro che non è affatto facile, andare avanti ogni giorno e fare finta di niente con un macigno che batte al posto del cuore.