Treni senza freni

E’ molto difficile capire chi siamo davvero. Microcosmi unici, questo è assodato e come risposta potrebbe anche bastare. Dopotutto, se siamo unici, in cosa altro potremmo mai identificarci se non semplicemente in noi stessi? Eppure sembra essere un vitale istinto quello di allinearsi a tutti i costi ai parametri generici che ci qualifichino e ci classifichino in un regime di relazione con gli altri. Ciò che manca generalmente in questo processo, è un vero e proprio metodo. Ricercare noi stessi risulta spesso come brancolare nelle tenebre, una specie di caccia agli indizi senza un vero e proprio caso da risolvere che ha come risultato, quasi sempre, una deduzione approssimativa un po’ logica ed un po’ fortuita, probabilmente inutile da un punto di vista esistenziale. Quello che basterebbe analizzare di noi stessi infatti, sarebbero semplicemente gli automatismi che attuiamo nella modalità di totale disconnessione dal bisogno di approvazione e di consenso. Non è complicato, tutt’altro. Se la nostra coscienza è operosa come un freno di emergenza, possiamo tranquillamente sentirci liberi come i treni sulle rotaie del destino ma senza una destinazione ed unici come quello che passa una sola volta nella vita, tutto qui.

Pubblicato da La blogopedista

un'apprendista blogger

4 pensieri riguardo “Treni senza freni

  1. Credo che apposta esistano il contradditorio, l’ascolto, il raffronto, l’esempio; la crescita in una parola. Siamo unici con destino forse già scritto, ma diamola un’occhiata al percorso, la coscienza si forma anche guardandosi in giro.

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  2. Va bene la libertà di pensiero e di opinione, credo sia l’essenza di qualsiasi blog pubblico. Così come credo che esistano tante forme e fattori che possano determinare comunque la crescita degli individui, indipendentemente dal destino. Tutti osserviamo a modo nostro il percorso che tracciamo, così come credo che formare la propria coscienza sia di esclusiva discrezione personale. Tutto il resto sa di saccente e di giudizio, l’esatto opposto dell’essenza di “Treni senza freni”, ma, forse, la blogopedista è troppo per molti. Anche per i più saccenti, che spesso, purtroppo, tendono alla noia.

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