Creativi e non.

Il genere umano, secondo me, si divide semplicemente in due grandi categorie: le persone creative e le persone non creative.

Alla prima categoria appartengono in primo luogo gli artisti, poi tutti coloro i quali svolgono lavori in cui devono immaginare qualcosa che non è ancora stato immaginato da altri per poi realizzarlo direttamente o anche indirettamente, poi ancora tutti coloro i quali non si accontentano in senso lato di ciò che è stato già detto, pensato, insegnato, scoperto, risolto ed imposto da altri.

La persona creativa di per sé ha un tale senso dell’orgoglio che non si accontenta di come è la realtà delle cose al suo stato attuale, lei/lui vuole sempre e comunque migliorarsi oppure migliorare l’esistenza degli altri con il suo apporto innovativo, che sia finalizzato ad una utilità personale, collettiva, o addirittura in un’ottica più ampia, all’estetica del mondo e del pensiero umano. Inoltre, la persona creativa, oltre ad indirizzare verso l’esterno le sue personali abilità e capacità, anziché lasciarle soggiacere in maniera inutile e sprecata all’interno del suo microcosmo, vive una vita quotidianamente diversa, e lo si riconosce subito: da come si lava al mattino, da come saluta i vicini quando esce di casa, da come reagisce se gli tamponano l’auto, da come si veste, da come risolve le situazioni, da come tratta gli altri, da come gli altri lo/la guardano. Si, perché la persona creativa, a prescindere dal carattere e dal suo livello di socialità, in qualche modo cattura l’interesse degli altri, che sia per stima, ammirazione, pura curiosità o, nella peggiore delle ipotesi, invidia. Ma non solo, la persona creativa, ispira anche maggiore fiducia. Si tratta, ovviamente di un processo inconscio, non ci si affida, nei casi specifici, ad una persona che riteniamo oggettivamente più creativa di altri, però, tendenzialmente scegliamo la compagnia di persone che secondo noi hanno quella marcia in più per poter inventare insieme nuove ipotesi di soluzione, che ci possa confortare in maniera alternativa rispetto alle banalità dilaganti, che ci possa sorprendere, illuminarci, divertirci, offrirci prospettive nuove, migliorarci, appunto.

Alla seconda categoria, appartengono tutti gli altri, come è ovvio che sia.

Pubblicato da La blogopedista

un'apprendista blogger

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