La vita è:

La vita è, nello squarcio di sole tra le nubi, nello spicchio sottile della luna, nella spuma bianca dell’onda quando si infrange, nell’odore acre delle foglie bruciate. La vita è nell’imperfezione del neo che sovrasta le labbra, nell’impacciataggine di chi esibisce una finta disinvoltura, nell’istinto di fare qualcosa di diverso dal solito, nel sorprendersi. La vita è nei colpi di coda delle stagioni, nella complicità della citazione che ti si impone al momento giusto, nella coincidenza della canzone che arriva dall’altra parte della strada, nell’illusione. La vita è nel buco della serratura, è sulla punta della lingua, è sul fondale dell’acquario, è sulla cima dell’intelligenza. La vita è nel particolare, nella contraddizione, nella differenza, nella stima incondizionata. La vita è nella leggerezza che disarma anche l’artiglieria più pesante, è nel perdono, è nella sapiente coniugazione di un verbo irregolare, è nell’aspetto volgarmente spassionato di un pensiero istintivo. La vita è nel salto su un solo piede, nelle orecchie del mercante, nella stoltezza di chi non vuol andare alla guerra, nel tuono che ti sveglia di notte. La vita è nella corsa dell’ultimo minuto, nella vincita inaspettata, nella crosta della pasta al forno, nella sensibilità dell’epidermide. E poi ancora, la vita è in una nota malinconica, nella nota della spesa, nella qualità degna di nota, e nel difetto che però non si nota. La vita è in un pensiero assurdo, nella libertà della sua stessa espressione, nella rivalsa, nel dispetto, la vita è ciò che resta dopo aver metabolizzato tutto fino ad espellere ogni tossicità, la vita è lasciarsi ispirare da fonti di origini sconosciute, è un gesto di follia che non si ripeterà. La vita è puntare i piedi per restare a terra anche se con la testa tra le nuvole, è credere a tutto ciò che ci racconta il cuore, è asciugare le lacrime con il phon. La vita è osservare il vento che spazza via le carte in tavola cambiandole, è smettere di giocare quando a divertirsi sono solo gli altri, è congedarsi senza il permesso, è porre in bilico un vecchio vaso, sperando che si infranga al suolo, prima che sia un’ultima goccia a farlo traboccare.

Pubblicato da La blogopedista

un'apprendista blogger

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