Il cuore a spasso

Ogni tanto mi piace mettermi in macchina e portare a spasso il cuore. Ovviamente guido io. Lui non deve fare altro che chiudere gli occhi e fidarsi di me. Tanto lo so quali sono i posti che gli piacciono di più, e so che gli piace ascoltare sempre la musica quando usciamo insieme soli, io e lui, non deve nemmeno parlare che metto la sua stazione preferita, quella che trasmette gli evergreen a tutto spiano. E poi attacco io con i ricordi, gli faccio sistematicamente due valvole così a parlare di cose accadute una vita fa, altre un giorno fa, altre che ancora devono accadere, me le invento e lui ride perché a volte è scemo quasi come me. E facciamo sempre lo stesso tragitto, è tacito, lo sappiamo entrambi dove andremo e dove ci fermeremo. Non gli chiedo se vuole fumare perché so che non ama le dipendenze, in nessun modo, le respinge immediatamente non appena ne percepisce il rischio, solo così si sente un cuore libero. Non so quante volte mi ha spiegato sempre la stessa cosa sull’autenticità di un amore che esiste perché vuole esistere e non perché debba soddisfare un bisogno, evidentemente ha il sospetto che non ne sia poi ancora così convinta, eppure lo sa bene che non fumo nemmeno io. E non ci stanchiamo mai di stare insieme così, spassionatamente, forse perché è davvero molto difficile che litighiamo. Io non lo ascolto mai, ma mica glielo faccio capire, piuttosto lo assecondo come si fa con i pazzi, anche perché secondo me solo un pazzo può stare tutto il giorno a battere contro un petto senza mai fermarsi, e dovrei pure fare come dice lui? Nemmeno da lui dipendo io, in questo lo batto, anche se io non batto, a differenza sua, contro un petto. Non si fa mai ora di tornare a casa, quando porto a spasso il cuore, lui abita con me, dentro di me e menomale, così non mi sento mai sola e nemmeno vuota. Più sto con lui e più lo amo, forse dovrei dimostrarglielo, magari con delle carezze, ma ho sempre quella dannata paura di fargli male, se casomai dovessi sfiorare quelle ferite di cui spesso mi parla, perché non si sono cicatrizzate mai. Allora è sufficiente che lo guardi teneramente, mentre ormai stanco, si aspetta che lo lasci riposare un po’.

Pubblicato da La blogopedista

un'apprendista blogger

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