Lattine

Ci sono mille e più modi per osare, uno di questi potrebbe essere ad esempio ammettere a sé stessi che utilizzare il termine “riciclarsi” anziché “rigenerarsi”, sia più appropriato nella descrizione letterale di un bisogno che coviamo dentro. Si fa un po’ fatica ad accettarlo, però talvolta è davvero così. Anche perché poi non si riciclano solo le cose sporche, tipo il danaro sporco o la spazzatura, si riciclano anche i materiali che hanno esaurito un ciclo della loro esistenza e anziché lasciarli giacere per sempre nell’inerzia della degradabilità, si reinventano per un utilizzo nuovo, per uno scopo che gli renda un’altra vita. Trovo quindi che non esista nulla di più ottimistico, sensato, strumentale, di un processo autentico di riciclaggio, anche se si dovesse trattate della nostra stessa vita. Una rigenerazione, per quanto il termine sia più poetico ed accettabile, potrebbe apportare un beneficio sicuramente evidente ed immediato, ma avete mai osato immaginare voi stessi come materiale predisposto al riciclo? Io si, pertanto mi permetto di consigliarvi: abbiate cura di farlo qualora vi dovesse capitare di sentirvi come lattine vuote capitate, per sbaglio, in un sacchetto di organico.

Pubblicato da La blogopedista

un'apprendista blogger

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