Le donne che si sono arrese all’amore

Le donne che si sono arrese all’amore io le riconosco subito ed ogni volta che ne individuo una me ne dispiaccio. Le riconosco perché ce l’hanno scritto ovunque: sulle scarpe nuove che indossano, sugli orecchini nascosti dai capelli raccolti per comodità, sulle sfumature impercettibili del trucco e nella loro immensa borsa che contiene tutto l’universo tranne quei sogni imprescindibili da portare sempre con sé. Sono donne pratiche, risolutive, generose, puntuali. Guardano continuamente l’orologio per non essere in ritardo, abbassano il volume della radio prima di fare una telefonata, sono impeccabili nella cura degli abiti, sempre perfetti, gentili sempre con chiunque, senza fare distinzioni, tanto la vita è un treno che viaggia, ma che parte sistematicamente tutti i giorni alla stessa ora, ed alla stessa ora fa ritorno in stazione mentre i viaggiatori altro non sono che pendolari che per abitudine non si affacciano mai dal finestrino. Le donne che si sono arrese all’amore non hanno quasi mai sbalzi d’umore, non si arrabbiano se cade a terra lo zucchero che avevano preparato per il caffè oppure se il cibo è andato a male perché non l’hanno mangiato in tempo, se devono aspettare qualcuno che è in ritardo o se chicchessia non si comporta in maniera sufficientemente cortese nei loro confronti. Loro perdonano tutti e tutto sempre si risolve, per fortuna. E poi sorridono, sorridono sempre perché il sorriso aiuta moltissimo, aiuta chi lo esprime, aiuta chi lo riceve, e quindi, quando si sorride è tutto a posto e tra l’altro senza sprechi, nemmeno quello di entusiasmarsi oltre il sentito. E’ una vita che scorre, quella delle donne che si sono arrese all’amore. Scorre come un fiume che non teme la piena e nemmeno la siccità, ogni cosa si affronta, se viene, e se non viene, meglio. La loro filosofia di vita è la madre di tutte le filosofie e quindi non vale affatto la pena interrogarsi oltre, sapendo già che la ragione ha la risposta giusta prima ancora che vanga in mente una domanda. Eppure me ne dispiaccio sempre ogni volta che individuo una donna che si è arresa all’amore. Me ne dispiaccio perché immagino che non senta più scorrere il sangue dentro le sue vene e quindi, di conseguenza, le sue guance non diventano più rosse per nessuna ragione al mondo così come immagino che il suo cuore non pulsi più di aritmie ingiustificate dagli esami clinici tanto destabilizzanti da farla svegliare di soprassalto nel cuore della notte. Già, perché se non esiste più il cuore, non esiste più nemmeno quello della notte, uccisi entrambi definitivamente dalla regolarità: del sonno, della dose di melatonina assunta con sistematicità e dalla ragione per la quale si è andati a dormire troppo presto.

Pubblicato da La blogopedista

un'apprendista blogger

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