C’era troppo sole…

C’era troppo sole e non si riusciva a scorgere nemmeno l’orizzonte. Allora si poteva provare ad immaginarlo: bello, sconfinato, rassicurante, sincero. Con gli occhi chiusi era tutto questo, e l’aria fresca, accogliendola dentro di sé, ossigenava la voglia di restare in quella dimensione. C’era troppo sole e forse c’era ancora troppo bisogno di quel sole tanto che bastava allungare una mano per sentire l’orizzonte immaginario scorrere sotto la pelle delle dita che lo accarezzavano. Era setoso come le ali di una farfalla, umido come la rugiada sulle foglie. C’era ancora troppo sole e forte era il timore che la luce potesse abbagliare ancora quell’orizzonte mentre il volo sincronizzato dei gabbiani scandiva il rallentamento dei battiti del cuore. Era un cuore instancabile ma consapevole che gli fosse stato chiesto troppo e la terra scottava ancora molto per pensare di adagiarcelo sopra. C’era troppo sole per poter vedere il buio che nemmeno con gli occhi chiusi si manifestava tutto intorno e c’era sicuramente troppo sole ancora per non arrendersi al richiamo delle ombre, come si fa di solito su di una spiaggia, anche quando è considerata l’ultima.

Pubblicato da La blogopedista

un'apprendista blogger

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