Pregi e diletti

Da quando sono diventata perfetta e ho smesso di avere difetti non mi sento più viva, è quasi come se non esistessi più. Nessuno ha voglia di discutere con me, nessuno parla di me, nessuno mi spiega più come dovrei essere e nemmeno mi urla contro con le sopracciglia aggrottate mettendomi in quella soggezione per la quale a volte mi sono fatta tenerezza da sola. Insomma, questa vita mia è diventata vuota, noiosa ed inutile, così tanto che mi si è sviluppata interiormente la cosiddetta “sindrome del gingillino”. Per rendere meglio l’idea: avete presente quelle belle bomboniere firmate ed anche costose che non appena svelate tutti esclamano: “oh, adorabile!” e poi vengono collocate casualmente ai limiti delle mensole nella speranza che cadano? Ecco, proprio così. Senza più i miei difetti io mi sento come se fossi sola su quella mensola al limite della stabilità esistenziale e molto prossima all’augurato crollo. E non va bene, devo assolutamente rimediare. Ecco perché ho deciso di scrivere pur non essendo una scrittrice e non importa che sia fatto per bene, e non importa se piaccia, scrivo per difetto, e dove non c’è perfezione, miei cari eventuali lettori, consideratelo pure un diletto di forma.

Pubblicato da La blogopedista

un'apprendista blogger

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